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Il nostro lento viaggiare

Alla base delle nostre proposte c’è la volontà di accompagnare il turista lungo un percorso caratterizzato dalla “scoperta”. Nell’intraprendere un viaggio infatti si è soliti partire alla ricerca di un immaginario precostituito del luogo che andremo a visitare. Spesso questo immaginario viene costruito su informazioni provenienti per la maggior parte dal settore turistico (tour operator, agenzie viaggio, cataloghi, riviste di settore ecc.). Ovviamente il settore turistico si muove seguendo regole di mercato per cui le immagini e le descrizioni che propone devono avere caratteristiche che risultino appetibili per il futuro cliente-viaggiatore. Tali caratteristiche possono essere riunite in quattro grandi categorie:

1) Lontananza
Il viaggio proposto risponde all’esigenza di raggiungere luoghi dove nessun altro è stato, difficili da visitare.

2) Cultura incontaminata
Vengono proposti contatti con culture e tradizioni intatte, congelate, che non hanno subito interferenze.

3) Peculiarità delle comunità locali
Vengono evidenziate le caratteristiche di “richiamo” della popolazione locale, sorvolando sugli aspetti che ne caratterizzano la vita quotidiana.

4) Natura incontaminata
L’accento è spesso posto sulla “diversità” e sull’immutabilità dei contesti naturali che caratterizzano le mete dei viaggi. Spesso viene evidenziata una natura selvaggia, pericolosa.

Tutti aspetti che conferiscono al viaggio un carattere elitario, lo disegnano come destinato a pochi (i pochi in grado di arrivare così lontano, i pochi in grado di scoprire ed entrare in contatto con le pochissime comunità rimaste “incontaminate”, i pochi in grado di avere la meglio su una natura così diversa e selvaggia). L’immaginario proposto descrive così un viaggio che risulta essere un privilegio, un’esperienza pronta ad essere raccontata prima di essere vissuta. L’attenzione del viaggiatore sarà così tutta concentrata sulla verifica delle informazioni acquisite ed il viaggio si trasformerà in una lista di esperienze da spuntare. L’accattivante immaginario costruito risulta poi spesso essere molto lontano dalla realtà del territorio meta del viaggio:

1) Lontananza
Con i mezzi di trasporto oggi a disposizione non esistono più luoghi “lontani” e per quelli difficili da raggiungere se realmente lo sono non possono essere meta di un viaggio organizzato.

2) Cultura “incontaminata”
Non è possibile applicare una logica conservativa alle culture poiché esse sono per loro natura in continua mutazione e si arricchiscono attraverso la contaminazione con le altre culture.

3) Peculiarità delle comunità locali
Spesso le caratteristiche evidenziate non appartengono più alle popolazioni locali sempre meno nude e meno a caccia e sempre più omologate ai modelli occidentali.

4) Natura incontaminata
Se si tratta di natura incontaminata difficilmente potrà rimanere tale se inserita in un pacchetto turistico.

Da ciò spesso può nascere la delusione nei confronti di un viaggio che non ha risposto alle aspettative.

Aspettative e Viaggio di Scoperta

Abbiamo visto come il viaggio di verifica non debba sorprendere ma semplicemente rispondere alle aspettative (e in alcuni casi ciò può accadere attraverso la ricostruzione teatrale, scenografie comprese, dell’immaginario costruito prima di partire sapientemente orchestrata dagli organizzatori). E’ d’altro canto vero che nel momento della scelta di un viaggio piuttosto che un altro sarà difficile sfuggire alla tensione emotiva derivante da ciò che andremo a fare e alla conseguente immaginifica costruzione di un’ipotesi di viaggio. E’ questo un momento in grado di condizionare l’intera esperienza. I luoghi che visiteremo hanno caratteristiche così diverse che difficilmente potranno essere lette ed apprezzate con occhi “occidentali”. La nostra società è in grado, per esempio, di leggere la storia ed i suoi momenti floridi attraverso la bellezza dei monumenti presenti nelle città. Maggiore è il numero e la bellezza dei monumenti costruiti in un determinato periodo maggiore è stata l’importanza e la ricchezza di quella determinata città. Questo è sicuramente un valido strumento di misura ma potrebbe essere inadeguato se non addirittura portare ad un’inesatta interpretazione storica con conseguente delusione da aspettativa disattesa nel momento in cui ci trovassimo in una città la cui ricca storia è testimoniata dalla varietà dei tratti somatici dei suoi abitanti. A noi piace quindi pensare necessario, prima di partire, lo sviluppare la capacità di “lasciarsi a casa”, con le proprie abitudini e le proprie chiavi di lettura. Rinunciare a crearsi un’aspettativa dettagliata e prepararsi ad un “ascolto attivo della realtà che andremo a conoscere”. In altre parole: calarsi nella dimensione in cui è possibile “lasciarsi sorprendere dal nuovo che circonda”.
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PiediVerdi 2003