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Esiste un altro Marocco, lontano dalle pur intense suggestioni delle città imperiali. Un Marocco che si nasconde e scompare nel colore delle montagne e che, al viaggiatore che desidera percorrerlo a passo d’uomo, si svela in tutta la bellezza dei paesaggi, dei villaggi di pietra e terra, delle oasi, delle genti diverse che lo popolano. Ci si muove in carovana: viaggiatori, guide esperte del territorio, mulattieri e muli (che trasportano i bagagli e i viveri) secondo il modo tradizionale con cui da secoli l’uomo percorre queste regioni impervie.
L’itinerario parte da Kelaa m’gouna a sud di Ouarzazade e percorre i fondovalle dell’Antiatlante, ancora oggi, grazie alla presenza dell’acqua, caratterizzato da un susseguirsi di villaggi e di coltivazioni organizzate secondo la sapiente tradizione agricola araba che vede in prossimità dell’acqua gli orti, e poi in successione i frutteti, i palmizi e solo da ultimo le abitazioni. Si pernotta nei villaggi, in piccoli rifugi gestiti da alcune famiglie della comunità e per il viaggiatore si tratta di un’occasione unica di condividere un momento con le persone che qui vivono, e allo stesso tempo offrire loro il diritto di essere protagonisti del viaggio.
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