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Piediverdi ed il Turismo Responsabile

Le ragioni che hanno portato Piediverdi ad occuparsi di Turismo responsabile stanno nella ferma convinzione che in ambito turistico sia possibile una riorganizzazione delle risorse e del loro utilizzo con l'obiettivo di distribuire in modo equo i proventi tra tutti gli attori che partecipano alla realizzazione del fenomeno stesso.

Riallocazione dei Proventi

Fin quando le comunità locali riescono a gestire in prima persona il fenomeno turistico l’impatto è da considerarsi di tipo “responsabile”, quando invece i numeri del turismo creano un indotto a cui afferiscono soggetti esterni allora si trasforma nell’ennesima forma di sfruttamento. I proventi del turismo responsabile devono essere ridistribuiti, per quanto più possibile, sulle comunità locali con un meccanismo che coinvolga il maggior numero di persone. La riallocazione dei proventi ha come scopo lo sviluppo sostenibile dell’area in cui si svolge l’itinerario turistico e si concretizza attraverso cinque azioni fondamentali:

1) Genera Reddito
Attraverso lo sviluppo e la strutturazione di soggetti in grado di erogare servizi (Associazioni di categoria, cooperative ecc.)

2) Attiva processi formativi sul territorio
Attraverso un’azione di cooperazione decentrata con la formazione di professionalità sul territorio (Guide locali, personale di struttura, operatori di turismo responsabile ecc.)

3) Favorisce uno scambio interculturale
Organizzando momenti di incontro-confronto tra le comunità locali ed il gruppo di turisti gestiti da un mediatore culturale.

4) Protegge e valorizza l’ambiente
Attraverso progetti di conservazione coofinanziati dall’indotto turistico. Sensibilizzando alla conservazione attraverso percorsi in natura e consumo critico.

5) Si integra in progetti di sviluppo locale
Destinando parte del costo del viaggio al finanziamento di progetti di organizzazioni non governative o direzionando l’indotto su servizi erogati sul territorio attraverso progetti in via di sviluppo.

Per dare massima visibilità alla riallocazione dei proventi abbiamo approntato la scheda Prezzo Trasparente” attraverso la quale è possibile avere chiara visione del flusso economico. Oltre ad una scheda generale in cui è evidenziata la percentuale che ricade sulle comunità locali ne abbiamo allestite tre particolareggiate nelle quali sono evidenziate la ricaduta diretta, quella indirette e l’assenza di ricaduta.

Partner

La costruzione di ogni nostro itinerario nasce dalla collaborazione e dal confronto con realtà locali (o con progetti attivi localmente) appartenenti ai circuiti del turismo responsabile e della cooperazione internazionale. Ad una prima parte di monitoraggio e selezione dei possibili partner ne è seguita una seconda fatta di una fitta comunicazione e proficua collaborazione volta ad approfondire il grado di conoscenza reciproco e a chiarire le rispettive ragioni che ci spingevano verso un simile progetto. Una volta ipotizzata una bozza di itinerario è stato effettuato un viaggio di verifica durante il quale sono stati analizzati e verificati io seguenti aspetti:

1) Caratteristiche del territorio
Facendo particolare attenzione agli aspetti naturali, culturali e sociali

2) Reale possibilità di riallocazione del flusso economico
Attraverso l’analisi decentrata dei bisogni delle comunità ospitanti e l’attivazione dei servizi atti ad accogliere il flusso turistico.

3) Ipotesi di impatto del turismo sul territorio
Attraverso l’analisi del fenomeno turistico in zone simili o confinanti, l’analisi attuale del territorio e lo stretto monitoraggio una volta avviata l’azione turistica.

4) Ipotesi di impatto del turismo sulle comunità locali
Attraverso l’analisi del contesto socio-culturale della regione, l’attivazione di momenti di incontro mediati da figure professionali locali e lo stretto monitoraggio una volta avviata l’azione turistica.

5) Analisi degli standard qualitativi
Con la finalità di fornire al turista una scheda trasparente anche per quanto riguarda i possibili disagi.

Ad oggi Piediverdi collabora con:

Costarica

Atec (Asociación Talamanqueña de Ecoturismo y Conservación) Cooprena (Consorcio Cooperativo Red Ecoturistica Nacional)

Ecuador

Funedesin (Fundacion para la educacion y desarrollo integral)

Rep. Dominicana

UCODEP (Associazione per la solidarietà e la cooperazione internazionale) Icei (Istituto Cooperazione Economica Internazionale)

Il nostro lento viaggiare

Alla base delle nostre proposte c’è inoltre la volontà di accompagnare il turista lungo un percorso caratterizzato dalla “scoperta”. Nell’intraprendere un viaggio infatti si è soliti partire alla ricerca di un immaginario precostituito del luogo che andremo a visitare. Spesso questo immaginario viene costruito su informazioni provenienti per la maggior parte dal settore turistico (tour operator, agenzie viaggio, cataloghi, riviste di settore ecc.). Ovviamente il settore turistico si muove seguendo regole di mercato per cui le immagini e le descrizioni che propone devono avere caratteristiche che risultino appetibili per il futuro cliente-viaggiatore. Tali caratteristiche possono essere riunite in quattro grandi categorie:

1) Lontananza
Il viaggio proposto risponde all’esigenza di raggiungere luoghi dove nessun altro è stato, difficili da visitare.

2) Cultura incontaminata
Vengono proposti contatti con culture e tradizioni intatte, congelate, che non hanno subito interferenze.

3) Peculiarità delle comunità locali
Vengono evidenziate le caratteristiche di “richiamo” della popolazione locale, sorvolando sugli aspetti che ne caratterizzano la vita quotidiana.

4) Natura incontaminata
L’accento è spesso posto sulla “diversità” e sull’immutabilità dei contesti naturali che caratterizzano le mete dei viaggi. Spesso viene evidenziata una natura selvaggia, pericolosa.

Tutti aspetti che conferiscono al viaggio un carattere elitario, lo disegnano come destinato a pochi (i pochi in grado di arrivare così lontano, i pochi in grado di scoprire ed entrare in contatto con le pochissime comunità rimaste “incontaminate”, i pochi in grado di avere la meglio su una natura così diversa e selvaggia). L’immaginario proposto descrive così un viaggio che risulta essere un privilegio, un’esperienza pronta ad essere raccontata prima di essere vissuta. L’attenzione del viaggiatore sarà così tutta concentrata sulla verifica delle informazioni acquisite ed il viaggio si trasformerà in una lista di esperienze da spuntare. L’accattivante immaginario costruito risulta poi spesso essere molto lontano dalla realtà del territorio meta del viaggio:

1) Lontananza
Con i mezzi di trasporto oggi a disposizione non esistono più luoghi “lontani” e per quelli difficili da raggiungere se realmente lo sono non possono essere meta di un viaggio organizzato.

2) Cultura “incontaminata”
Non è possibile applicare una logica conservativa alle culture poiché esse sono per loro natura in continua mutazione e si arricchiscono attraverso la contaminazione con le altre culture.

3) Peculiarità delle comunità locali
Spesso le caratteristiche evidenziate non appartengono più alle popolazioni locali sempre meno nude e meno a caccia e sempre più omologate ai modelli occidentali.

4) Natura incontaminata
Se si tratta di natura incontaminata difficilmente potrà rimanere tale se inserita in un pacchetto turistico.

Da ciò spesso può nascere la delusione nei confronti di un viaggio che non ha risposto alle aspettative.

Aspettative e Viaggio di Scoperta

Abbiamo visto come il viaggio di verifica non debba sorprendere ma semplicemente rispondere alle aspettative (e in alcuni casi ciò può accadere attraverso la ricostruzione teatrale, scenografie comprese, dell’immaginario costruito prima di partire sapientemente orchestrata dagli organizzatori). E’ d’altro canto vero che nel momento della scelta di un viaggio piuttosto che un altro sarà difficile sfuggire alla tensione emotiva derivante da ciò che andremo a fare e alla conseguente immaginifica costruzione di un’ipotesi di viaggio. E’ questo un momento in grado di condizionare l’intera esperienza. I luoghi che visiteremo hanno caratteristiche così diverse che difficilmente potranno essere lette ed apprezzate con occhi “occidentali”. La nostra società è in grado, per esempio, di leggere la storia ed i suoi momenti floridi attraverso la bellezza dei monumenti presenti nelle città. Maggiore è il numero e la bellezza dei monumenti costruiti in un determinato periodo maggiore è stata l’importanza e la ricchezza di quella determinata città. Questo è sicuramente un valido strumento di misura ma potrebbe essere inadeguato se non addirittura portare ad un’inesatta interpretazione storica con conseguente delusione da aspettativa disattesa nel momento in cui ci trovassimo in una città la cui ricca storia è testimoniata dalla varietà dei tratti somatici dei suoi abitanti. A noi piace quindi pensare necessario, prima di partire, lo sviluppare la capacità di “lasciarsi a casa”, con le proprie abitudini e le proprie chiavi di lettura. Rinunciare a crearsi un’aspettativa dettagliata e prepararsi ad un “ascolto attivo della realtà che andremo a conoscere”. In altre parole: calarsi nella dimensione in cui è possibile “lasciarsi sorprendere dal nuovo che circonda”.
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